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Distacco di retina

I SEGNALI E LE CURE

Il distacco di retina è una condizione patologica che interessa la retina tra le più frequenti. La retina si solleva dal piano sottostante distruggendo la normale struttura delle cellule visive, disturbando la visione in maniera marcata. In questa condizione la retina non riesce più ad essere ossigenata ed irrorata dal sangue in maniera corretta: non riesce piu’ a svolgere le sue funzioni. Tale separazione può essere legata ad alterazioni della struttura anatomica della retina, oppure conseguenza di altri disturbi come la retinopatia diabetica. Può verificarsi a seguito di traumi subiti dall'occhio, a interventi di cataratta, a processi infiammatori. Anche la forte miopia può predisporre al problema perché modifica le dimensioni del globo e del fondo oculare favorendo il distacco dei foglietti retinici.

I sintomi

La conseguenza del distacco di retina è una diminuzione della vista più o meno marcata. Spesso il distacco è preannunciato dal fatto che la persona ha l’impressione di vedere, nel campo visivo, le cosiddette mosche volanti : le miodesopsie cioè formazioni mobili puntiformi, di varia dimensione, di colore grigio scuro o nero. Inoltre può vedere lampi di luce, i fosfeni. Tali sintomi sono secondari ad una rottura della retina.

A questo stadio non è ancora avvenuto il distacco completo della retina. Se si interviene subito, con opportune terapie, è possibile bloccare la rottura ottenendo, insieme alla riparazione della lesione, anche un buon recupero funzionale. Tali terapie comprendono:

La fotocoagulazione
Si svolge come un esame del fondo dell’occhio, con la differenza che vengono utilizzate fonti di luce che emettono un calore capace di portare la superficie retinica colpita alla temperatura di 70°C. Le alte temperature determinano una ustione che evolve in una cicatrice che va a delimitare la rottura retinica. Tutto avviene sotto diretto controllo visivo del medico, con estrema precisione ed inoltre la procedura può essere ripetuta più volte.

La fototerapia laser
Come procedimento e risultati è analoga alla fotocoagulazione, ma si avvale di una luce che permette l'utilizzo di sorgenti energetiche di livello più basso (di solito argon laser, che ha una luce di colore blu-verde).

La criocoagulazione
Questa tecnica sfrutta particolari strumenti congelanti che, messi a diretto contatto con il tessuto retinico lesionato, ne determinano la morte (necrosi), favorendo, così, la formazione di tessuto cicatriziale.

Quando però la retina si solleva completamente dal piano sottostante, la persona è soggetta a una vera e propria forma di cecità, completa o limitata a una parte del campo visivo (scotoma). Inoltre, spesso ha una percezione deformata delle immagini (che viene definita metamorfopsia), dovuta all'irregolarità della superficie retinica sollevata. In questo caso, invece, diventa assolutamente necessario un vero e proprio intervento chirurgico

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09 dicembre 2021

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