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  • Jul

    22

    2016

SEDICENTE OPTOMETRISTA CONDANNATO A DUE MESI DI RECLUSIONE PER ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA

La Corte di Cassazione ha confermato, in via definitiva, la sentenza di condanna nei confronti
d
i un ottico e sedicente optometrista in Macerata”.

Determinante la testimonianza del Presidente SOI resa in fase di procedimento processuale
istituito in parallelo presso il tribunale di Ravenna nel 2014.

Si porta a conoscenza di tutti i soci una lunga vicenda giudiziaria, conclusasi solo qualche settimana fa,  quando due genitori, nel lontano 2009, presentarono querela di parte nei confronti di un ottico e sedicente optometrista, per aver cagionato danni irreparabili al proprio figlio.

Dagli atti emerge come l’ottico e sedicente optometrista, in data 01.08.2009, sottoponeva a visita unicista” un bambino, presso il suo centro ottico di Macerata.

Durante questa “presunta visita unicista” l’ottico sedicente optometrista di cui sopra, raccoglieva l’anamnesi: “…nato alla 36esima settimana, fa pipì a letto e digrigna i denticon l’inizio dell’asilo la pipì è aumentata..”, eseguiva test non ben specificati, diagnosticava: “..ambliopia, strabismo monolaterale e umidità al fondo oculare..”,  concludendo con una sorprendente terapia nella quale si consigliava di: “…modificare gli occhiali a base energetica, sostituire lo zucchero bianco con lo zucchero di canna, sostituire il sale con sale marino integrale, bere solo latte crudo o bio, non assumere cracker associati a succo di frutta e lasciare il dolce a riposo su legno caldo 3 ore prima di ingerirlo…”. In aggiunta, si consigliava di tornare a controllo: “…per controllo abilità pre-scolastiche..”.

Tutto ciò veniva eseguito da un ottico sedicente optometrista che aveva conseguito il titolo presso una altrettanta sedicente Università della Lettonia, scuola privata on-line non riconosciuta dal Ministero della Salute, senza che lo stesso inviasse mai il piccolo paziente a visita presso un Medico Chirurgo Oculista.

Il Tribunale Penale di Macerata, all’udienza del 10.10.2012, condannava l’ottico sedicente optometrista perché  : “..in qualità di optometrista sottoponendo a visite………e compiendo valutazioni di carattere diagnostico e prescrivendo attività terapeutiche…….esercitava la professione di medico oculista senza essere in possesso della speciale abilitazione richiesta per detta professione..”, sentenza confermata anche dalla Corte di Appello di Ancona.

Qualche giorno fa la Corte di Cassazione ha confermato, ulteriormente, le sentenze dei Giudici di Prime Cure e d’Appello, rendendo definitiva la condanna a mesi 2 di reclusione ed al pagamento di tutte le spese processuali, salvo i danni patrimoniali e non subiti dal minore da definire in sede civile.

Questa sentenza ribadisce un concetto che la SOI ha da sempre affermato, tutto quanto attiene all’esame dell’apparato visivo utile per porre diagnosi dei vizi di rifrazione e delle patologie oculari e permettere di intraprendere una corretta terapia, è atto medico a tutti gli effetti e può, secondo legge, essere eseguito solo, ed esclusivamente, da un Medico Chirurgo Oculista.

Con questa pronuncia viene ribadita l’inadeguatezza, l’incompetenza  e l’illegittimità da parte degli ottici nella gestione di qualsiasi problematica in campo oftalmologico riguardante i bambini durante le fondamentali ed incomprimibili tempistiche di sviluppo della funzione visiva.

Né l’ottico, né tantomeno i sedicenti optometristi possono affiancarsi e ancor meno sostituirsi al Medico Chirurgo Oculista in quanto privi dei requisiti formativi e culturali.

L’unica figura professionale che è abilitata a collaborare con il Medico Chirurgo Oculista è il Dottore in Ortottica e Assistenza Oftalmologica.

La SOI,  da 150 anni riferimento istituzionale per la tutela  della salute visiva  ribadisce la crescente continuità d’impegno a sostegno della salvaguardia e del miglioramento della qualità delle prestazioni oculistiche messe a disposizione dei cittadini italiani.

 

Matteo Piovella
Presidente SOI  



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