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Editoriale Notiziario SOI N. 3 - L'anestesista non Ŕ un Optional
25 luglio 2013

La Regione Veneto, con il “Documento di indirizzo sulla gestione degli interventi di chirurgia oculistica in anestesia topica o infiltrativa”, emesso a inizio giugno, ha stabilito che “la presenza continuativa dell’anestesista-rianimatore non è mai necessaria se non nei casi sottoposti ad anestesia generale o locale con sedazione profonda”.
Si tratta di una decisione sconcertante e inammissibile, che mette a repentaglio la salute del cittadino e in modo particolare dei 500 mila pazienti che ogni anno si sottopongono all’intervento di cataratta.

Non solo la best practice medica prevede la presenza dell’anestesista durante le operazioni chirurgiche, quali esse siano, ma rende necessaria anche una preventiva visita anestesiologica. 

A maggior ragione nelle operazioni chirurgiche in oculistica, perché si tratta principalmente di pazienti anziani, che proprio in ragione dell’età non possono essere equiparati in modo semplicistico ai pazienti sani.

 

L’anestesista è una figura imprescindibile: il suo ruolo non può essere svolto da nessun altro laureato in medicina e chirurgia che non abbia conseguito la specializzazione in anestesiologia e rianimazione. Né il medico di base né il medico oculista possono in alcun modo sostituirlo, a maggior ragione nel momento in cui il chirurgo è già impegnato a eseguire una prestazione estremamente complessa in tempi che ricordano più quelli di una competizione sportiva piuttosto che di una sala operatoria.

 

Se l’anestesista dovesse essere chiamato ad intervenire in emergenza su un paziente escluso a priori dalle sue valutazioni, gli si accollerebbero responsabilità simili a quelle assunte da chi interviene sulla scena di un grave incidente automobilistico per prestare soccorso ai feriti. È inaccettabile che una tale assunzione estemporanea di responsabilità debba avvenire proprio laddove la sicurezza del paziente non può essere considerata incidentale, ovvero in una sala operatoria. In caso di complicanze, che possono sorgere soprattutto in pazienti a rischio, l’esigenza di immediato intervento anestesiologico può diventare drammaticamente reale: se il medico anestesista viene escluso, non potrà in alcun modo garantire tale immediatezza, ma potrà unicamente cercare di limitare i danni.

 

SOI e ASMOOI si sono immediatamente attivate, non solo per sostenere e difendere i medici oculisti da eventuali chiamate in giudizio conseguenti a questa grave decisione, ma anche per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica.

 

Se la situazione non dovesse cambiare, verrà lanciata la campagna “Per salvare la tua vista richiedi la presenza del medico anestesista”, utilizzando tutti i media che hanno già dato ampia disponibilità di affiancamento per superare questa criticità. Ancora una volta viene evidenziato che esercitare diligentemente  la professione di medico oculista in Italia sta diventando sempre più complesso ed impegnativo a causa dell’aumento del carico di responsabilità (che non dovrebbero essere di nostra competenza), che ogni  giorno ci ritroviamo sulle  spalle. Purtroppo, si evidenzia che ad aggravare la situazione di ingiusto disagio in cui oggi si viene a trovare il medico oculista a causa di parte dei media e delle istituzioni, ci sono singoli comportamenti di Colleghi oculisti che incredibilmente diffondono affermazioni e giudizi non rispondenti al vero, privi di qualsiasi sostegno da parte della medicina basata sulla evidenza scientifica ed, in ultima analisi, anche del comune buon senso (leggi documento Regione Veneto a firma Alessandro Galan lettera SOI ASMOOI inviata alla Regione Veneto; comunicato stampa SOI).

 


Incredibilmente vediamo Colleghi ritenuti illustri che -forse mossi da esigenze di auto referenzialità professionale - insistono in comportamenti connotati da ignoranza delle linee guida e della best practice e dalla violazione dei principi fondamentali di deontologia medica, attivandosi praticamente per cancellare la presenza in sala operatoria del medico anestesista durante gli interventi di vitrectomia. Si pensi a taluni colleghi, come ci viene riferito da tempo accade in una Divisione Ospedaliera  della Toscana,  che sottoscrivono la cartella clinica- con convinta incoscienza  - in cui si  certifica l’assenza di ogni contatto del paziente, che si è sottoposto ad intervento chirurgico del segmento posteriore, con il medico anestesista. Che situazione inaccettabile!

 

 
E’ fondamentale  un appello rivolto a tutti gli oculisti italiani affinché si attivino a difesa della possibilità di esercitare la professione con serenità e seria capacità, espungendo quei comportamenti equivoci e di parte, finalizzati ad obiettivi personali e non condivisibili.

 

Se è vero che in un Paese democratico ognuno ha il diritto di esprimersi liberamente, è altresì vero che chi dirama indicazioni infondate o potenzialmente pericolose esercita la propria professione aumentando il rischio per i propri pazienti (e pure per i Colleghi sottoposti), se ne deve assumere direttamente la responsabilità sia scientifica che sociale, rispondendone personalmente in ogni sede e luogo.

 

Anche su questo argomento è ora che la comunità degli oculisti prenda posizione.

Al resto ci penserà la SOI.

 

 
 
                                                                                                                          
Vi riportiamo alcuni articoli stampa inerenti la problematica degli anestesisti.





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