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Commissariamento AIFA : Il Presidente sostiene la richiesta presentata il 3 Aprile 2013
15 aprile 2013

Caro Presidente,

mi dispiace moltissimo ma devo protestare perché tu hai preso a nome di tutti noi soci,quindi anche a mio nome, una posizione così dura verso l'AIFA, un organo collegiale che tutela la salute in modo non impeccabile ma sicuramente buono. Noi siamo soltanto clinici specialisti o addirittura sub specialisti. Dobbiamo, a un certo punto, piegar la testa di fronte a un 'agenzia che opera in ambito scientifico e clinico in modo democratico e collegiale tenendo presente l'organismo umano nella sua totalità e la politica e l'economia sanitaria nella loro totalità. Lottare per impedire che l'industria farmaceutica sviluppi preparati dotati di approvazione ufficiale per ogni data patologia è una lotta contro i mulini a vento, un desiderio nostalgico di ritornare alle antiche farmacie che con il mortaio e le ostie preparavano le compresse o roba del genere. Il nostro ruolo non è di frenare l'innovazione tecnologica ma di stimolarla. Spero che si voglia render conto ai soci SOI del come e quando questa lettera 'sbagliata' sia stata scritta e soprattutto che questa assurda guerra in difesa dell'Avastina finisca. Cerchiamo di rendere disponibili per i pazienti i nuovi farmaci approvati per la somministrazione intravitreale. Il problema dei costi è sulle nostre spalle solo in parte, perché ci sono tante altre categorie di persone del mondo amministrativo, scientifico e politico che sono pagate con le nostre tasse per trovare le soluzioni. Ognuno farà la sua parte. Noi dobbiamo studiare l'oftalmologia come facevamo venti anni fa e dobbiamo segnalare all'AIFA cosa l'oftalmologia internazionale offre oggi per alleviare e curare le malattie degli occhi. Non altro. Carissimo, so che occorre evitare di ricadere nelle polemiche fra soci che stavano per scancellare SOI, ma spero anche che questa mia posizione non venga ignorata. Sarei contenta se tu mi rispondessi amichevolmente con una e mail e mi dicessi se sono l'unica a pensarla così o se hai ricevute altre reazioni simili.

Un saluto
D.ssa Silvia Brogelli
Medico Oculista

 

Risposta del Presidente SOI Matteo Piovella :

Cara Collega,

prendo atto delle osservazioni e dei consigli propositivi contenuti nella Tua lettera.
Ti confesso che fare il Presidente della SOI è una funzione complessa ed assorbente e si tende ad investire il tempo disponibile nel fare, piuttosto che nel raccontare cosa si è fatto e perché lo si è fatto. Ti segnalo che tale impegno è purtroppo molto penalizzante nei confronti della famiglia e della mia attività professionale – oltre che non scevro di rischi nei casi, come quello in discussione, in cui si sostiene - da soli - un ruolo tecnico scientifico capace di indicare la strada corretta in una contrapposizione di interessi che l’Antitrust ha giudicato valere 400 milioni di euro solo per l’anno 2012.

Per tale ragione, dopo aver letto la tua mail - anche se ad oggi è l'unica contenente rilievi critici sul mio operato in questa triste vicenda - mi è dispiaciuto rilevare che non sono riuscito a trasmettere a tutti gli iscritti quale sia la rilevanza 'politica' ed 'economica' della vicenda Avastin e di come si stia comportando l'Aifa: altrimenti, sono certo, se tu avessi letto e valutato con attenzione tutto quanto sin qui scritto per riportare precisamente quanto  accaduto, non mi avresti mai consigliato di 'piegar la testa' in questa situazione particolare.

Ci sono battaglie che è giusto combattere senza 'se' e senza 'ma' a tutela dell'interesse dei pazienti all'accesso alle cure e del Paese le cui scarse risorse economiche vanno preservate. Ma personalmente ritengo fondamentale poter tutelare il lavoro responsabile dei colleghi coinvolti, il loro rispetto della deontologia medica ed il loro saper fare ed essere medici oculisti oggi in Italia al di la della confusione e perdita dei ruoli di riferimento che, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.

Fatte le dovute precisazioni sento il dovere di porre alla Tua attenzione le seguenti osservazioni per sollecitare un momento di riflessione allo scopo di poter recuperare quegli ideali e quelle motivazioni che, appena laureati, ci hanno sostenuto nell’approcciarci ad una professione unica che ancora oggi  nell’immaginario collettivo viene ritenuta una missione.

A) La criticità di AIFA riguarda la sua totale assenza nei confronti di emergenze che richiederebbero urgenti decisioni. Nel nostro sistema l’AIFA è un ente molto importante ma, purtroppo (nonostante i noti precedenti) è assolutamente al di fuori di qualsiasi controllo.

B) L’AIFA non può operare sostenendo tesi che contrastano con la medicina basata sull’evidenza. In questo l’Aifa (e il nostro Paese) viene deriso dalla comunità scientifica internazionale: leggendo i giudizi da questa espressi sulla pericolosità di Avastin rispetto al Lucentis, da un lato, si scompiscia dalle risate; dall’altro, consolida il giudizio sulla nostra comunità oculistica allo stereotipo dei mandolini pizza e spaghetti e chi più ne ha più ne metta.

C) La Legge Di Bella, che in questa forma esiste solo in Italia, è una pagina vergognosa della nostra medicina e della nostra legislazione, frutto di una deriva promossa dall’incapacità della politica e, purtroppo, non arginata dalla comunità scientifica del tempo. Una legge che chiede, da anni, di essere uniformata a quella operante in tutti gli altri Paesi del mondo.

 D) In ogni caso, e nonostante tutto, il medico oculista non può esimersi dal sostenere il proprio ruolo di esperto tecnico e di garante della salute dei pazienti oftalmici: mettere in discussione questi principi sarebbe incompatibile con la possibilità di continuare a fare il medico.

E) Quando alla rappresentatività le battaglie di una Associazione come la SOI non possono essere condivise all’unanimità: ciò che conta è che la maggioranza dei soci condivida le scelte e le battaglie fatte a tutela della professione. Anche se questo può non essere compreso da alcuni che per distrazione non si rendono conto delle situazioni che li circondano o che, volontariamente, decidono di fare prevalere gli interessi personali sui principi che fondano (e che dovrebbero fondare) l’attività del medico oculista.

Il mio auspicio è che queste persone, con un atto di responsabilità ed orgoglio, mi tolgano dall’imbarazzo.

Cordiali saluti
Matteo Piovella
Presidente SOI - Società Oftalmologica Italiana

 






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